Via ai primi ricorsi contro i tagli scuola

Cresce la protesta delle Regioni contro il decreto 154 del 7 ottobre scorso, con cui il governo ha impresso a sorpresa una accelerata anche alla razionalizzazione della rete scolastica. Le scuole con meno di 500 alunni vanno chiuse e accorpate ad altri istituti e la mappa della nuova rete di plessi va fatta entro il 30 novembre, pena il commissariamento da parte del governo.

Partono i ricorsi. La Regione Piemonte é la prima a mobilitarsi. “Appena gli uffici giuridici avranno terminato l’istruttoria, impugneremo il decreto davanti alla Corte Costituzionale”, annuncia l’assessore all’Istruzione, Giovanna Pentenero. Per il Piemonte le conseguenze del decreto 154 sarebbero disastrose, “con circa 816 plessi a rischio chiusura”.

Anche il Lazio é pronto a ricorrere alla Consulta. “Domanderemo al presidente dei governatori regionali Vasco Errani di chiedere formalmente al governo di ritirare il decreto – spiega l’assessore all’Istruzione Silvia Costa – altrimenti dovremo fare ricorso. Intanto, venerdì presenterò in giunta una proposta di mozione per ricorrere contro l’articolo 64 della legge 133. In questo senso, si stanno muovendo anche Emilia e Toscana”.

Per Silvia Costa “siamo davanti ad una costante violazione delle prerogative degli enti locali. Noi siamo impegnati da mesi in un piano di ridimensionamento delle scuole con province e comuni, quel che non e’ accettabile e’ che il governo debba decidere cosa si chiude o no”.

Di diverso avviso il Veneto. “Il governo – sottolinea l’assessore all’Istruzione Elena Donazzan – ha dovuto dare indicazioni forti. Questo perché ci sono regioni virtuose, come la nostra, che hanno già razionalizzato in passato e che contengono la spesa nei limiti previsti dal ministero e altre che sperperano i soldi dello Stato”.

Quinews

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