Nuovi miti d’oggi

Jérôme Garcin, giornalista e scrittore, condirettore della rivista ‘Nouvel Observateur’ e produttore della trasmissione tv ‘Le Masque et la Plume’, con questo libro, ha scritto il seguito ideale di ‘Miti d’oggi’ (1957) di Roland Barthes. E scusate se è poco…

L’ambizione di Garcin è di ricalcare, con le dovute differenzazioni del caso, le orme del suo celebre predecessore, che, oltre 50 anni fa, ebbe, il coraggio, l’ardire, e anche il pregio, di mettere nero su bianco il catalogo filosofico della cultura popolare e delle manie borghesi, smitizzate attraverso l’analisi dei suoi stessi simboli.

Roland Barthes, a suo tempo, fornì lo strumento, il metodo di indagine. Garcin, adesso, muta la prospettiva dell’indagine, rovescia il campo d’azione e ingloba, nel suo lavoro, nuovi oggetti d’analisi. Oggetti nuovi e più aggiornati, evidentemente: in campo automobilistico, alla Citroën si sostituiscono la Smart e il Suv, la grande e bellissima Greta Garbo cede il posto a Kate Moss, le antiche e sempre nobili patate fritte lasciano il posto al sushi.

‘Nuovi miti d’oggi’, in libreria per la Isbn Edizioni, fa parlare gli intellettuali – da Marc Augé, e Jacques Attali, da Paul Virilio, a Daniel Sibony, da Philippe Delerm a tanti altri – e affida loro il racconto della nuova epoca, contrassegnata dai prodotti, dai marchi e dai feticci tanto in voga ai nostri tempi.

Il libro è un godibile e avvincente viaggio nelle segrete stanze della nostra quotidianità. Merito di Garcin aver proposto questo studio. Merito degli intellettuali, e del loro tono lieve ma a tratti anche critico, spiegare come dietro la seduzione delle merci e la retorica del linguaggio della cultura di massa si nascondono oggetti culturali in grado di svelarci il senso, o forse il non-senso, di un sistema sempre meno antropocentrico.

Nuovi miti d’oggi
Jérôme Garcin
Editore: Isbn Edizioni
Traduzione di Maria Cristina Maiocchi
2008, 170 pp., 15 euro

Quinews

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