Rifiuta lavoro a tempo per figli malati e perde benefici

L’applicazione rigida e alla lettera di certe leggi, a volte, può causare dei veri e propri drammi umani. Il lavoro, ad esempio, è un mondo che, dal punto di vista legislativo, è soggetto a ricadute pesanti per gli stessi lavoratori (paradosso nel paradosso!) in caso di inadempienza o, peggio ancora, come in questo caso, di impossibilità ad accettare un semplice lavoro temporaneo, per motivi familiari urgenti e inderogabili.

E’ il caso di una donna di 33 anni con due figli a carico, uno asmatico e l’altro con problemi renali, che ha perso l’indennità di disoccupazione e i benefit che da questa deriva (compreso il contributo per le medicine dei due figli), perché ha dovuto rinunciare a un incarico di due mesi come bidella, nonostante avesse vinto il bando del ‘Centro provinciale per l’impiego’, a causa dell’orario che le impediva di custodire i figli.

Lo ha reso noto il difensore civico della provincia di Genova, al quale la donna si e’ rivolta.
“L’orario notturno richiesto non era stato pubblicato in bando – ha specificato il difensore civico – così la donna ha dapprima accettato. Poi, una volta effettuato il colloquio, ha dovuto rinunciare perché l’estensione dell’orario fino alle 22 non le consente di assistere i bambini di 6 e 4 anni che hanno gravi patologie”.

Il difensore civico ha fatto un appello perché la legge “sia applicata secondo il buon senso” e che alla donna possa ritornare lo status di disoccupazione per potersi nuovamente iscrivere nelle liste di collocamento.

Anna Palmisano

Anna Palmisano

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