Effetto Lehman, cosa succederà ai possessori italiani di ‘Index linke’?

Tra i possessori di polizze “Index linke” della Lehman Brothers – contratti di assicurazione sulla vita in cui il valore delle prestazioni è collegato (rectius indicizzato) all’andamento di un determinato indice – ci sono numerosi clienti di alcune compagnie italiane, tra le quali spiccano l’Unipol e Mediolanum.

“Faremo sicuramente qualcosa – ha fatto sapere l’altro ieri Ennio Doris, presidente di Mediolanum, in una conferenza stampa a Milano, convocata per annunciare le nuove alleanze internazionali nel comparto dei fondi d’investimento – com’è nostra tradizione in casi come questi, per i nostri clienti esposti”.

“Entro breve, sicuramente entro dicembre, quando scade la prima tranche da 20 milioni di euro di obbligazioni Lehman, faremo sapere come ci muoveremo per aiutare i nostri clienti, ma già da ora posso dire che l’intervento, su numeri tra l’altro del tutto marginali rispetto a quanto amministriamo, non inciderà per nulla sui conti del gruppo”.

I clienti Mediolanum che detengono bond della banca d’affari in amministrazione controllata – da quanto si apprende – sono in tutto 10.500, “su un milione e 100mila totali”. Il valore complessivo di queste obbligazioni ai prezzi di mercato di fine agosto è di 160 milioni di euro, contro i 213 milioni di valore nominale, con una presenza media del 15% nel portafoglio di questi clienti.

L’Unipol, invece, offre una via d’uscita ai suoi 8.500 clienti esposti al rischio Lehman Brothers, che potranno scegliere se chiedere la restituzione del capitale sottoscritto alla scadenza naturale del contratto stipulato dalla compagnia (l’altra opzione e’ aspettare di vedere l’evoluzione della situazione).

“Lo consideriamo investimento di carattere sociale” – ha spiegato Carlo Salvatori, amministratore delegato del gruppo assicurativo – che ha fatto sapere di essere esposto per circa 100 milioni nei confronti di Lehmann Brothers.

Ad aver sottoscritto le polizze “Index linked” legate al gruppo americano fallito nei giorni scorsi, spiegano i vertici di Unipol, sono soprattutto piccoli risparmiatori che hanno fatto investimenti tra zero e 25 mila euro. Di qui la decisione di Unipol di venire loro incontro, con un’operazione che potrebbe costare alla compagnia tra i 30 e i 60 milioni di euro. “Non penso che ci saranno impatti stravolgenti – assicura Salvatori – noi abbiamo 23 miliardi di portafoglio finanziario. Alla fine della storia potremo avere una correzione di conto economico tra i 30 e i 60 milioni, una parte non troppo importante dell’utile di quest’anno”.

Gli uffici del gruppo assicurativo, spiega il direttore generale Carlo Cimbri, stanno definendo le modalità, che dovranno essere condivise con le autorità di vigilanza, Isvap e Consob, per offrire ai clienti l’opportunità di scegliere.

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