Acqua – L’Adoc: “Con il caldo prezzi delle bottiglie alle stelle”

“Che l’acqua sia un bene prezioso è risaputo, ma applicare prezzi fuori mercato è assolutamente ingiusto nei confronti dei consumatori, soprattutto in estati particolarmente afose come questa, in cui è impossibile rinunciare a bere per trovare un po’ di refrigerio”. Carlo Pileri, presidente dell’associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori, commenta così i risultati di un’indagine che l’Adoc ha svolto sul mercato delle acque minerali, risultato gravemente danneggiato dalle speculazioni della distribuzione, sia grande che piccola, e della ristorazione, nonostante sia presente una buona concorrenza.

“La distribuzione sfrutta a proprio vantaggio il fattore caldo – sottolinea Pileri – e il fatto che i consumatori non possono astenersi dal bere, in particolare duranti i picchi di calore di una giornata. La grande distribuzione, nel periodo giugno-settembre, diminuisce sensibilmente le offerte sulle confezioni famiglia da 1,5 litri, per cui stiamo registrando una contrazione superiore al 30%. E i prezzi vanno alle stelle: aumenti medi del 7,6%, con un massimo di 14,2% per le bottiglie da 0,50 litri delle marche maggiori e del 6,1% per le bottiglie da 1,5 litri. Un salasso che fa rimanere i consumatori a bocca asciutta”.

Chi intende sorseggiare un po’ d’acqua passeggiando per le vie dei centri storici delle città italiane o per la spiaggia, noterà l’ennesimo aumento che ha subito la “mezzolitro” nei bar o nei chioschi. “I prezzi medi delle bottigliette, che raggiungono un picco di vendita sempre tra giugno e settembre, – denuncia Pileri – aumentano mediamente del 20%, fino a toccare quota 2,20 euro in alcune località di mare, una cifra vergognosa e ingiustificata, considerando che prima dell’introduzione dell’euro il prezzo era praticamente la metà”.

I soggetti che più risentono di questo rialzo indiscriminato di prezzi sono sempre quelli più deboli, anziani e turisti. “I primi – sottolinea Pileri – devono necessariamente bere, per motivi di salute, nelle ore di punta e nelle giornate più calde. I secondi, non informati sulle politiche dei prezzi, spesso comprano ugualmente, seppur controvoglia. Questa forte speculazione va combattuta, per ciò chiediamo un intervento deciso e mirato dei Comuni, affinché i vigili urbani controllino e multino gli esercenti che si comportano in modo sleale”.

L’Adoc, infine, propone all’amministrazione comunale della città di Roma, dove si contano oltre 2000 fontanelle pubbliche, di cui circa 400 solo all’interno delle mura, la distribuzione ai turisti di un kit composto da una bottiglietta di plastica e una mappa delle fontanelle capitoline, per bere acqua senza spendere un euro, iniziativa già avviata a Venezia. “L’utilizzo di acqua pubblica – conclude Pileri – potrebbe far risparmiare non pochi euro ai turisti assetati, visto che nella zona del centro storico è possibile spendere anche 5 euro per una bottiglietta d’acqua”.

Quinews

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