LA BOUVETTE DELL'INFORMAZIONE
Lunedì 20 Febbraio 2017

Bonus furbizia

di Carmelo Sorbera

L’aumento del Bonus elettrico decretato dal Ministero dello Sviluppo e rideterminato dall’Autorità per l’energia è l’emblema della furbizia tutta italiana manipolatrice delle condizioni economiche delle famiglie.
Parliamo di quanto è stato deciso con il DM del 29 dicembre 2016 che innalza dal 20% al 30% lo sconto in bolletta per le famiglie aventi diritto all’agevolazione chiamata Bonus elettrico, unico ammortizzatore economico previsto del Governo.
Nel decidere tale aumento percentuale è stata modificata l’applicazione, da spesa netta a spesa lorda, quindi mentre il precedente importo del Bonus era al netto delle imposte e riduceva la spesa in bolletta prima dell’Iva, con la nuova disposizione al lordo delle imposte, lo sconto viene ridimensionato; a tali disposizioni, subito, opportunamente, è stata data tempestiva attuazione dall’Autorità per l’energia con la determinazione 01/2017 del 12 gennaio 2017, di seguito il risultato che tutto ciò ha per una famiglia.
Nell’analisi non possiamo dimenticare l’effetto economicamente negativo per le famiglie della riforma in atto con la delibera 582/2015/R/EEL dell’Autorità per l’energia che sta eliminando per tutte le famiglie le differenziazioni dei prezzi per scaglioni di consumo per i costi per il trasporto dell’energia e gli oneri di sistema che rappresentano circa il 40% della bolletta.
Per semplificare una famiglia residente per un’utenza di energia elettrica e un consumo annuale di 1800kWh prima dell’inizio della riforma pagava per oneri di sistema, quote fisse e quote potenza, per servizi di rete un totale di €139, dal 1° gennaio 2017 tale cifra è rideterminata in €182 con un aumento al lordo dell’imposte di €47,50; non possiamo pensare che sia il MISE che l’Autorità per l’energia, artefici della riforma, non ne tengano conto nelle loro decisioni. Segue…

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